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OGGETTO. Catalogo e Mostra del Centenario dello Scautismo -
Carissimi,
ero presente al Convegno Nazionale del MASCI a Genova dove
ho visto la mostra "Dal seme ai frutti " e alla Cerimonia
di Apertura del in Campidoglio a Roma, durante il quale è
stato distribuito il libro-catalogo della mostra in
oggetto.
Permettetemi quindi di rivolgervi i complimenti per lo
splendido percorso che è stato realizzato, corredato da
interessanti documenti efotografie veramente accattivanti
ed anche per l'inevitabile mole di lavoro di cui vi siete
fatti carico per portare a compimento l'opera.
Tutto bello e tutto splendido si, certamente, ma.... e
purtroppo c'è un ma, anche con qualche grossolano errore
storico che mette in seria discussione tutto il lavoro.
Tralascio alcuni errori e dimenticanze sulla storia del
G.EI., come ad esempio il ruolo di Carlo Colonibo nella
nascita del ramo femminile e l'eliminazione dei nomi delle
fondatrici dell'UNGEI, la principessa Anna Maria Borghese,
la baronessa Ferrero e Mary Rossi; la dimenticanza delle
Sezioni CNGEI- UNGEI presso le comunità italiane all'estero
e nelle colonie, la non citazione di Roberto Villelli nel
"Lupercale " e di Luigi Genovese animatore del gruppo
clandestino GEI di Torino, unitamenie alla omissione degli
scouts clandestini del Gruppo Escursionisti Indomito (GEI)
di Trieste con Viezzoli e Jesuruni, le "Aquile Azzurre" a
Pesaro di Rivalta e Perfetti e il Gruppo Escursionisti
Indipendenti (GEI) di Firenze guidato da Dino Borrani;
l'eliminazione dell'esistenza della Classe dei GEI dal 1919
al 1950, poi diventati associazione autonoma nel CLAN
NAZIONALE SENIORES (C.N.S.) con il Congresso di Firenze
(1951), partecipanti alla fondazione dell'Amicizia
Internazionale degli Adulti Scouts e Guide nel 1953 a
Lucerna e, insieme al MASCI, ,fondatori dell'attuale
Federazione italiana FIAS nel 1954, autoscioltosi negli
anni settanta per confluire nella Branca Senior Scout
CNGEI; come pure la completa dimenticanza delle
esploratrici " Volontine" create da Antonietta Giacomelli
la quale, dopo le Conferenza Internazionale Scout di Parigi
(1922) che sanciva la separazione e l'indipendenza dei due
rami (maschile e femminile) del Movimento, cambia
impostazione e nome all'associazione
scout femminile da U.N.G.E.I. in U.N.G.V.I. (Unione
Nazionale Giovinette Volontine Italiane), per queste
omissioni sarà compito del Centro Studi Scout "Eletta e
Franco Olivo" farsene carico, quello che mi preme
sottolineare è la storia della R. E I. per la quale ho
lavorato e scritto da diversi anni.
Sarò più chiaro.
Se lo scopo della mostra, come afferma Vittorio Pranzini
sul catalogo, quale ideatore e ricercatore delle fonti
storiche, deve < servire a far conoscere sempre meglio
il nostro Movimento >, distorcendo la verità non si
rende un gran servizio allo scautismo italiano.
Posso comprendere la fretta di finire il lavoro nei tempi
stabiliti, posso comprendere la passione che ha coinvollo
l'autore nel suo lavoro ma tutto ciò non giustifica la
grave, chiamiamola così "disattenzione" commessa.
Non è alterando la verità che si ottiene d'aver ragione.
Su quali basi e prove documentate, Vittorio Pranzini può
affermare che Molinari e Vane fondano a Bagni di Lucca una
squadra di... Esploratori Reali (?) presentata al re
Vittorio Emanuele II nella tenuta reale di S. Rossore -
Pisa (ma come il < Re della Patria > risorgimentale?
Non sarà forse il nipote Vittorio Emanuele III ? Voi che ne
dite, secondo Pranzini dobbiamo.forse spostare indietro la
nascita dello scautismo in Italia?) non saranno invece i
Ragazzi Esploratori Italiani (REI) come è giustamente
scritto sul giornale per ragazzi il "CORRIERE DEI PICCOLI"
del 13 novembre 1910 ?; su quali basi documentali Spensley
e Mazza fondano a Genova nel dicembre 1910 (ma non era il
mese di novembre?), non una normale Sezione periferica
ligure ma tutta (dico tutta) l'intera associazione dei
Ragazzi Esploratori Italiani R.E.I. come afferma Pranzini?.
Al sottoscritto sono occorsi circa 10 anni di ricerche in
biblioteche ed archivi storici pubblici e privati in varie
città italiane e in Inghilterra per affermare quanto
sostengo.
Qualcuno di voi può dire altrettanto ?
La cosa buffa, è che nel libretto di benvenuto stampato dal
MASCI per il suo Convegno di Genova, viene riprodotto il
logo del primo Giglio Scout REI ripreso dalla carta
intestata fatta stampare da Spensley in cui compare la
scritta: < Sezione Ligure - Sede Provvisoria, J.R.
Spensley Albergo Unione, Genova > mentre, a pag. 34, si
afferma: < Mario Mazza con il dott. Spensley e il
colonnello Ottavio Reghini fondano la sezione ligure dei
Ragazzi Esploratori Italiani >, badate bene, si parla di
Sezione Ligure e quindi periferica, non di della REI,
perché tale sede in realtà fu costituita il 19 dicembre
1910 a Firenze (vedi articolo della "NAZIONE " di Firenze
20 dicembre 1910), presso la Società Leonardo, con un
raduno degli iscritti alle Sezioni dei Ragazzi Esploratori
già operative nel centro-nord: Lucca, Bagni di Lucca,
Firenze, Pisa, Viareggio, Perugia e Genova, si proprio la
delegazione di Genova, con una squadra di esploratori
guidata dal dr. Spensley come si legge sul giornale e nelle
carte dell'archivio Mazza di Genova in cui ho trovato anche
che il col. Ottavio Reghini era pure lui presente a Firenze
in qualità di Presidente della Sezione REI di Genova.
Nel corso dei lavori di questo convegno fu stabilito il
nome definitivo della nuova " SEZIONE ITALIANA " dei
boy-scouts perché, come è noto agli storici, sir Francis
Vane era Presidente Onorario dei dissidenti "British Boy
Scout " B.B.S. (dicembre 1909), nel febbraio 1910 creò una
solida alleanza con i "Boy Life Brigade " sotto il nome di
"National Peace Scouts " raggiungendo il considerevole
numero di 50. 000 iscritti; in seguito viene nominato
(novembre 1911, al Royal Chapel del Sávoy di Londra),
"Grand Scoutmaster " dell'Ordine cavalleresco scout "The
Order of World Scout " allo scopo di unificare idealmente
tutti i Capi e Dirigenti scout, tra cui i REI, affiliati
nelle rispettive associazioni legate ai B.B.S., sia
nell'Impero Britannico. Irlanda, Australia, Nuova Zelanda,
Sud-Africa, Canada, India, Hong Kong, Egitto, in alcune
dipendenze inglesi dell'America Latina, negli USA, Siam e
in Belgio, Germania e Francia, tutte aderenti
all'organizzazione
internazionale "British Division of The Legion of World
Scouts ".
Ed ecco spiegato il motivo per il quale all'inizio del
cammino del nostro Movimento in Italia, la stampa nazionale
e locale (a digiuno di scautismo "ma ancora oggi,
purtroppo, con gravi lacune) chiamò i ragazzi con i più
fantasiosi nomi: Piccoli Cavalieri del Mondo, Ragazzi
Patriotti, Boys Knight, Ragazzi Esploratori, Giovani
Esploratori.
Sarà il raduno di Firenze a sancire definitivamente il nome
dell'associazione in RAGAZZI ESPLORATORI ITALIANI (R.E.I.)
che meglio sintetizzava la traduzione dall'inglese di
"Boy-Scout " e a costituire il " COMITATO CENTRALE ",
formato da varie personalità cittadine, dame e nobili
toscani mentre sir Francis Vane barone di Hutton, verrà
nominato " Ispettore Generale " della REI, oggi lo
chiameremmo Capo Scout d'Italia.
Tutto questo non vi dice nulla?
Possibile che Pranzini non si sia posto il vago sospetto
che la < culla dello scautismo italiano > non fu la
città di Genova, ma la Toscana con Lucca e Firenze?
Lo sapevate, ad esempio, che la sola Sezione REI di
Viareggio all 'epoca dei fatti era formata da ben 140
ragazzi esploratori più i Capi-Dirigenti?
Qualcuno di voi conosce l'evoluzione delle altre Sezioni
REI italiane, alcune delle quali sorte ben prima di Genova.
Possibile che nel racconto di Pranzini tutto si riduce alla
sola Sezione REI genovese ?
Gli altri non esistono?
E che significa,... < fino a quando non sorsero le
associazioni nazionali >..., vorrei ricordare a Pranzini
che la R.E.I era una associazione scout nazionale al pari
del CNGEI-UNGEI, dell'ASCI e dell'ARPI, non era una entità
a vocazione locale o regionale e anche se il suo sviluppo
fu innegabilmente limitato per scarsità di mezzi, ciò non
significa che non ebbe proliferazione in varie regioni
italiane e dunque, oggi possiamo ragionevolmente
considerarla la prima associazione scout italiana.
Non comprendo l'ostinazione dell'autore del catalogo e
della mostra.
Vogliamo finalmenie alzare questo velo di omertà e
conoscere la storia degli altri?
Qualcuno di voi si rende conto che con questa ostinazione a
non voler riconoscere la verità, è stato riportato indietro
l'orologio della storia dello scautismo italiano?
Eppure all'epoca in cui Vittorio Pranzini è stato
Presidente del Centro Studi Mario Mazza di Genova, in più
di una occasione è stato messo al corrente dei nuovi
ritrovamenti storici, io stesso ebbi modo di farlo notare
alle assemblee di Genova del Centro a cui ho partecipato in
qualità di socio, ma .... evidentemente al cuor non si
comanda e le leggende genovesi sulla nascita dello
scautismo italiano hanno nuovamente colpito nel segno.
Che tristezza !
Ma come si può affermare nell'intervento introduttivo del
catalogo. <.....Le importanti tracce del passato, non
vogliono provocare sentimenti di nostalgia ma tendono a
sottolineare l'importanza che hanno avuto le nostre radici,
.... >, quando proprio, con questa operazione di
falsificazione delle nostre comuni radici storiche, ci si
basa non su evidenti prove documentate, ma piuttosto su
nostalgici ricordi di un personaggio (Mario Mazza) che nel
dopoguerra affermò di essere il Fondatore della R. E. I. e
dello scautismo italiano (sic), vedi ad esempio
l'ESPLORATORE (ASCI) luglio 1945 e la rivista STRADE APERTE
del MASCI, ben sapendo che i personaggi all'epoca dei fatti
o erano già morti o non erano più in servizio attivo nelle
associazioni scoutistiche e quindi, non leggendo le nostre
riviste, non avevano possibilità di contraddirlo.
Dalle carte dell'archivio del m.o Remo Molinari giacenti
presso il CSSCC, ad esempio, vi sono alcuni documenti in
cui Molinari, in seguito ad una intervista di un
giornalista di Lucca negli anni, sessanta, provò a chiarire
la nascita della REI in Italia, come pure le copie delle
lettere di richiesta di chiarimento inviate a Mario Mazza,
da parte del Commissario Provinciale ASCI di Lucca
(evidentemente digiuno di storia scout), che lesse
l'articolo pubblicato.
Dal capoluogo ligure Mazza rispose che l'azione di
Molinari-Vane era "effimera e poco seria " mentre quella
realizzata a Genova fu la sola dalla quale si sviluppò lo
scautismo italiano grazie al suo lavoro.
Fu così che il buon maestro Molinari venne fatto passare
per visionario in un successivo contro-articolo sulla
stampa toscana, scritto dall'ignaro Commissario ASCI. lo
stesso ho raccolto dalla viva voce della figlia di
Molinari, il pianto del padre per l'offesa ricevuta.
E questo è solo uno degli episodi poco felici che potrei
raccontarvi, con documenti alla mano, se qualcuno vorrà
ascoltarmi, su questo personaggio che ebbe, indubbiamente e
lo riconosco, tanti meriti per quanto ha fatto per lo
scautismo (RECI, ASCI, MASCI, Villa Buri ... ), ma ha avuto
anche, permettetemi, qualche ombra come la sua ostinazione
di voler far credere di essere stato il "Padre Fondatore "
dello scautismo italiano e di porre la sua prima Juventus
Juvat del 1905 (badate bene la prima e non la seconda
versione dei Gioiosi Liguri ex REI), all'inizio del
percorso storico dello scautismo italiano(?), due anni
prima della nascita del Movimento di Baden-Powell
sull'Isola di Brownsea.
Se tutto questo non è una forzatura, ditemi voi cosa è.
Si perché la tesi che la del 1905, come scrive Pranzini,
presentasse < alcune intuizioni in comune con lo
scautismo > è un'altra forzatura della storia in quanto,
se accettiamo tale similituditie, allora, con lo stesso
metro di giudizio di oggi, dovremmo citare anche il nome di
quei maestri educatori italiani ed esteri che nella stessa
epoca, portarono a compimento nuove coraggiose esperienze
educative a favore dei ragazzi.
Perciò, mi complimento con chi ha effettuato questa
nostalgica rivisitazione storica basata più sui sentimenti
che sulla cruda verità documentata emersa in questi ultimi
anni.
Perché di questo si tratta, l'aver ignorato il lavoro degli
appassionati di storia scout, non solo in campo
laico-pluralista, ma anche in quello cattolico come ad
esempio quello svolto da Mario Sica.
Ma almeno qualcuno delle persone coinvolte in questa
operazione, ha letto il suo libro " Gli Scout " Edizione Il
Mulino 2002(pag- 71) e quello sulla "Storia dello Scautismo
in Italia" Terza Edizione NuovaFiordaliso 1996 e la IVa
Edizione Scatti Fiordaliso 2006, evidentemente no o non si
è voluto tenerne conto, perché la " versione di Pranzini "
si rifà alla Ia e IIa Edizione 1973 - 1987 della Casa
Editrice Nuova Italia.
L'amico Mario Sica da buon storico, ha avuto il coraggio di
prendere atto dei nuovi documenti emersi in questi ultimi
anni e ha modificato la sua iniziale versione.
Questo lodevole gesto è da ammirare e mi sarei aspettato
una analoga azione da parte di chi ha realizzato questo
lavoro per il Centenario dello Scautismo Mondiale, ma ...
evidentemente,
le "leggende " sono dure a morire e ora tutto ricomincia da
capo.
Carissimi, credetemi, mentre non ho nulla da ridire sul
lavoro di Pranzini come editore e pubblicista, come
"storico ", permettimi di dissentire sul suo modo di agire
e procedere in un campo minato come quello della nostra
storia ignorando completamente il lavoro di altri. E non
solo questo, il 'falso storico" prodotto, a mio parere,
danneggia tutti: le associazioni scout giovanili per prime,
perché i ragazzi e i giovani Capi che non conoscono la
nostra storia saranno indotti a credere a questa errata
versione; danneggia gli Enti e le Associazioni Scout che
hanno dato il loro Patrocinio all'iniziativa, danneggia la
credibilità del Centro Studi e Documentazione Scout "Mario
Mazza "; danneggia la Casa Editrice Scout Fiordaliso che ha
pubblicato un catalogo con errori e omissioni; danneggia
infine tutti gli studiosi appassionati di storia scout che
in questi ultimi venti anni hanno scritto libri, articoli e
svolto conferenze su questo specifico argomento e non sono
pochi.
Per questo mi aspetto l'inserimento di una "errala corrige
" nel catalogo e l'applicazione di un adesivo con la
modifica dell'errore sul pannello della mostra mentre, da
parte delle associazioni scout italiane, una corretta
versione storica sulla R.E.L nelle loro riviste e notiziari
nel caso ricordino l'avvenimento storico italiano.
Ma non solo questo, dopo il Centenario dello Scautismo nel
Mondo, nel 2010 avremo i festeggiamenti per il <
Centenario dello Scautismo in Italia >, ricordo ancora i
riusciti raduni nazionali del 1980 e 1990 a Bagni di Lucca,
spero e mi auguro, che in occasione di tale ricorrenza si
voglia ristabilire la verità sulla stampa associativa da
parte degli organi competenti, dando finalmente volto e
spazio a quei pionieri dello scautismo che per troppo tempo
sono stati volutamente dimenticati.
Sarà la migliore risposta a questa vicenda. Grazie.
A tutti Buona caccia sul giusto sentiero.
Mauro Furia
(Direttore del CSSCC)
Langhirano, 26/02/2007